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Batte assordante il cuore.
Ascoltalo.
Quando il giorno cede
lentamente
e resta solo l’essenziale.
Quando le strade vuote sembrano sospese
e il vento porta con se
respiri lontani.
Tu stai.
Con quella calma che pesa
più di mille parole,
come se ogni gesto
Tuo
fosse misurato
per non spezzare il silenzio intorno.
Sei bellissima.
Non da toccare.
Una bellezza sacra,
lontana,
impossibile
come luce fragile tra ombre
che fende la nebbia
e lascia intravedere mondi
che non posso raggiungere.
Avvicinarsi
non è naturale.
È un rischio che trema
come il cuore che batte
ma senza respiro.
E io esito.
Fermo a guardare
come se il Tuo passo potesse spezzarmi.
Quando sorridi
qualcosa si ferma nel mondo.
Non chiedi attenzione,
ma l’aria cambia e diventa densa
di luce e mistero.
Io resto.
Rispettoso di Te
più indietro
come se il Tuo sorriso
avesse già preso il suo spazio.
Ti osservo
senza chiamarti.
Non per freddezza,
ma per rispetto.
Desiderarti senza ferirti
è già un modo di amarti,
più profondo di ogni parola.
Non so dirti tutto.
Le parole arrivano tardi.
Ma da quando ci sei
i miei silenzi non sono vuoti.
Si riempiono di un’eco di Te,
di passi che non oso seguire,
di luci che ti accarezzano
e mi sfuggono.
E se non fosse solo attesa?
Se questo tremare dentro
avesse un nome
che non oso pronunciare,
un nome che brucia
sulle labbra
senza uscire?
Ritrovo il coraggio
di dirti quello che sento
da quando ci sei,
ogni silenzio porta il tuo nome
come un tamburo nascosto
che batte
ma solo per me.
Non ti chiedo nulla.
Se un giorno ti fermerai
nel modo in cui ti guardo
tra le luci e il vento
capirai
che ti ho amata
prima ancora di poterti raggiungere,
e che niente potrà cancellare
questa verità sospesa
tra il mio cuore
e il tuo volto.